Simbolismo trinitario e tensione profetica: Gioacchino da Fiore nella costruzione teologica e poetica di Dante Alighieri
di Anna Maria Ventura

Il 25 marzo, data che la tradizione riconosce come inizio del viaggio della Divina Commedia, si è celebrato in tutta Italia il Dantedì, giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. A San Giovanni in Fiore, questa ricorrenza ha assunto un significato particolarmente profondo, poiché si è intrecciata con la memoria e l’eredità spirituale di Gioacchino da Fiore, una delle figure più originali e influenti del pensiero medievale. Il legame tra Gioacchino e San Giovanni in Fiore è storico e fondativo. Proprio qui, alla fine del XII secolo, l’abate calabrese diede vita alla sua esperienza monastica più significativa, fondando il Protomonastero di Jure Vetere, la casa madre del suo nuovo ordine e il centro della sua comunità religiosa. San Giovanni in Fiore nacque dunque attorno a questo nucleo spirituale, sviluppandosi come luogo di elaborazione teologica e di irradiazione del pensiero gioachimita. In questo contesto, Gioacchino elaborò la sua celebre visione della storia e costruì un sistema simbolico complesso, capace di coniugare esegesi biblica, teologia e rappresentazione figurativa. Ancora oggi, la città conserva questa eredità, configurandosi come punto di riferimento per gli studi gioachimiti, grazie all’attività del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti.
A San Giovanni in Fiore, il Dantedì dunque, ha assunto un significato ancora più intenso, trasformandosi in un percorso culturale che ha messo in dialogo due tra i più grandi pensatori del Medioevo: Dante e Gioacchino da Fiore.
Promosso dal Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, l’evento dal titolo “La simbologia di Gioacchino da Fiore e la poetica di Dante” si è svolto tra il 25 e il 26 marzo 2026, coinvolgendo scuole, docenti e studiosi in una riflessione ampia e condivisa.
Il legame tra Dante e Gioacchino è esplicito e poetico. Nel XII canto del Paradiso, Dante presenta l’abate florense con i celebri versi:
«… lucemi da lato/ il calavrese abate Giovacchino/ di spirito profetico dotato».
Questa terzina riecheggia direttamente l’antifona liturgica dei monaci florensi – “Beatus Joachim, spiritu dotatus prophetico” – a dimostrazione di una conoscenza viva e consapevole del pensiero gioachimita. Come sottolinea il presidente del Centro Studi, Riccardo Succurro, «la sapienza di Gioacchino illumina Dante»: non un semplice omaggio, ma il riconoscimento di un’eredità spirituale e intellettuale.
Dante, attraverso la voce di Bonaventura da Bagnoregio, rende giustizia alla grandezza dell’abate calabrese, riconoscendone la forza profetica e la profondità teologica. È un debito di riconoscenza che attraversa tutta l’opera dantesca. La Divina Commedia è profondamente segnata dalla simbologia e dalla tensione profetica di Gioacchino da Fiore, filtrate anche attraverso il gioachimismo diffuso negli ambienti dei Francescani spirituali. Gli apporti gioachimiti sono chiaramente riconoscibili in diversi luoghi dell’opera:
l’immagine dell’Aquila ingigliata (Paradiso, XVIII, XIX, XX);
la particolare definizione della Trinità nel canto XIV del Paradiso;
i Cerchi Trinitari (Paradiso, XXXIII);
l’ordinamento del Paradiso dantesco e la visione della Candida Rosa, in cui si riflettono la figura e il simbolismo musicale dello Psalterium decacorde;
la”I” con cui “s’appellava in terra il Sommo bene” (Paradiso, XXVI);
il simbolismo di Beatrice come innovata Ecclesia Spiritualis (Purgatorio, XXIX-XXX).

Questi elementi testimoniano una vera e propria struttura simbolica condivisa, che lega la visione teologica di Gioacchino alla costruzione poetica di Dante. Il Dantedì a San Giovanni in Fiore si è articolato in un percorso diffuso che ha attraversato le scuole cittadine. Il calendario degli appuntamenti ha preso avvio il 25 marzo, con una serie di incontri nelle scuole di San Giovanni in Fiore.
Alle 9:00, presso l’IC “Gioacchino da Fiore”, si è tenuto l’incontro “Gioacchino da Fiore nel Cielo del Sole”, con gli interventi della prof.ssa Rosa Bitonti e Riccardo Succurro.
Alle 9:30, all’IIS “Leonardo da Vinci” ITCG, si è svolto l’incontro “L’Italia di Dante”, con la prof.ssa Caterina De Marco, il prof. Domenico Greco e il prof. Giuseppe Barberio.
Alle 11:00 si sono svolti diversi appuntamenti nei licei cittadini:
al Liceo Scientifico l’incontro “Francesco e Gioacchino nel cielo di Dante”, con il dirigente scolastico Angela Audia e il prof. Simone Pagliaro;
al Liceo Classico la conferenza sui canti XII e XIII del Paradiso, con le prof.sse Aquilina Sergio e Maria Gabriella Militerno; al Liceo Artistico l’approfondimento su”Lo Psalterium decem chordarum di Gioacchino da Fiore e la Candida Rosa di Dante”, con la prof.ssa Alessia Via e il prof.Giovanni Belcastro.
La mattinata si è conclusa nella sede centrale dell’IIS “Leonardo da Vinci” con le relazioni del dirigente scolastico Pasquale Succurro e di Riccardo Succurro su “Il canto di San Domenico, Bonaventura e Gioacchino da Fiore”.
Le iniziative sono proseguite il 26 marzo con altri momenti di approfondimento nelle scuole del territorio.
Alle 9:00, presso l’IC “Alighieri-Bandiera”, si è tenuto terrà l’incontro “Le biografie dell’Abate florense”, con il dirigente scolastico Loredana Lamacchia e Riccardo Succurro.
Nel pomeriggio, alle 14:00, con l’IC “Cicco Simonetta” di Caccuri si è svolto l’evento conclusivo dal titolo “Simbologia gioachimita e poetica dantesca”, con il dirigente scolastico Rosa Audia e Riccardo Succurro.
Al di là del valore storico e letterario, l’iniziativa ha proposto una riflessione profondamente attuale. Il pensiero di Gioacchino da Fiore e la poesia di Dante Alighieri nascono in un’epoca di crisi, di trasformazioni e di tensioni spirituali: un tempo non così distante dal nostro. Oggi, in una fase che molti percepiscono come un nuovo “buio della ragione”, le loro parole tornano a risuonare con forza. Gioacchino, con la sua visione profetica della storia come cammino verso una rinnovata età dello Spirito; Dante, con il suo viaggio attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso come itinerario di salvezza personale e collettiva. Entrambi indicano una direzione: la possibilità di un risveglio delle coscienze, di un rinnovamento morale, civile e spirituale. Il Dantedì di San Giovanni in Fiore è stata un’occasione viva di interrogazione sul presente, alla luce di due pensatori che continuano, ancora oggi, a illuminare il cammino dell’uomo.