è stato il tema di una suggestiva conferenza organizzata nella Sala didattica della Biblioteca del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti. Dopo i saluti del presidente prof Giuseppe Riccardo Succurro, la relazione è stata  svolta dal prof. Giuseppe Lupo, ordinario di letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano e profondamente legato al Sud d’Italia.
Giuseppe Lupo collabora alle pagine culturali del Sole 24 Ore ed è  autore di numerosi saggi; vincitore di tanti premi fra i quali Premio Viareggio Rèpaci, Premio Selezione Campiello,
Premio Vittorini, Premio Giuseppe Berto,  Premio Mondello,  Premio Giuseppe Dessì, Premio Alassio-Centolibri. Lupo ha inserito la figura del monaco florense in un contesto di idee che riguardano il nostro presente e la maniera in cui si è andato affermando il concetto di Occidente. Per il prof. Lupo, Gioacchino da Fiore è il profeta di una dimensione umana che assume il nome di Medioccidente.
Nel saggio “Medioccidente – Un’alternativa geografica, politica, culturale”, Lupo chiarisce che finito il Novecento e bruciate le aspettative del passaggio al nuovo millennio, si avverte il bisogno di cercare un’altra maniera di essere occidentali, consci che qualcosa è andato storto.
Da questo disincanto, ma anche dalla consapevolezza che non tutto è perduto, prende avvio l’indagine di Giuseppe Lupo. L’invito è a immaginare un luogo fuori dalle cartine ma dentro le coscienze: il Medioccidente.  Non una regione da rintracciare sugli atlanti geografici, ma una soglia tra un Oriente non finito e un Occidente non cominciato; una frontiera simbolica in cui tentare un equilibrio tra New York e Gerusalemme, tra Istanbul e Gibilterra, tra Oslo e Tangeri; un «continente morale» dove realizzare un nuovo patto tra gli uomini. In queste pagine, Lupo esplora l’ipotesi di una civiltà alternativa intrecciando letteratura e storia, antropologia e teologia, urbanistica ed economia. Il risultato è una profonda riflessione sulla necessità della memoria, sul valore dei legami comunitari, sul senso del sacro, in un’epoca che sembra aver perso la capacità di concepire altri modi possibili del vivere. Medioccidente è allora un gesto politico e poetico insieme: una mappa per orientarsi oltre la crisi dell’Occidente e ridefinire le coordinate del nostro stare al mondo. L’iniziativa è stata promossa nell’ambito dell’evento “Le opere di Gioacchino da Fiore nella storia del pensiero occidentale”, finanziata dalla Regione Calabria con risorse POC 2014/2020 (Azione 6.8.3 – 2025- Linea 2- Progetti Culturali).