L’Abbazia florense vista da vicino
di FILIPPO VELTRI
Saverio Basile ci ha accompagnato (mia moglie Rita e me) in una torrida giornata agostana in una suggestiva visita guidata all’Abbazia florense di San Giovanni in Fiore.
Ringrazio pubblicamente lui e il presidente del Centro Riccardo Succurro per l’opportunità di vedere e conoscere in tutti i suoi ambiti un gioiello di cui la Calabria deve andare orgogliosa. Dalla chiesa alle catacombe, fino al centro studi gioachimiti e’ un percorso che parla di una storia che ci appartiene e che fa parte di un patrimonio mondiale di studi e approfondimenti scientifici sull’Abbate.
Che bella e istruttiva visita insomma, alla scoperta del ricco patrimonio gioachimita, in un luogo davvero speciale, carico di storia, fascino e spiritualità. Uno degli angoli più evocativi della Calabria medievale, capace di raccontare una pagina significativa della nostra storia e del patrimonio culturale europeo.
Ho scoperto tutti gli angoli dell’Abbazia e Saverio da profondo conoscitore di quel mondo mi ha fatto avvicinare alla complessità dell’opera dell’Abbate, che resta sempre per me misteriosa ma affascinante. Tanti i visitatori quel giorno e tanto il rispetto per il luogo. E ne ho approfittato per un giro in paese: l’ho detto a Saverio; San Giovanni è nel mio cuore e la sua storia è l’emblema della Calabria, con i suoi emigrati e le case non finite di cui spesso si parla a vanvera senza conoscere il passato con le sue fatiche, i dolori, le privazioni, le aspettative.
