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Pensare per figure. Il pensiero diagrammatico-simb
7° congresso internazionale di studi gioachimiti. San Giovanni in Fiore 24-25-26 settembre 2009

1. Il tema del congresso

Gli studi degli ultimi decenni hanno aperto nuove linee di ricerca in riferimento al Liber figurarum di Gioacchino da Fiore.

Se nei decenni intorno alla seconda metà del secolo scorso l’attenzione degli studiosi si era concentrata sulla ricostruzione della genesi e dell’autenticità del Libro delle figure, ad opera soprattutto di L. Tondelli, M. Reeves, B. Hirsch-Reich, ed ebbe come primo risultato la pubblicazione del Libro delle figure dell’abate Gioacchino da Fiore, S.E.I., Torino 1953, nel periodo successivo si è messa a fuoco la dichiarata intenzione dell’Abate calabrese di incorporare metodologicamente nella sua costruzione dottrinale l’uso di figure: in un volume pubblicato nel 1972, The “Figurae” of Joachim of Fiore, la Reeves e la Hirsch-Reich presentarono una lettura delle figure intese come detentrici della chiave per comprendere in profondità il pensiero esegetico e teologico di Gioacchino.

Da qui il campo delle ricerche si è venuto ampliando: dalla necessità di contestualizzare l’apporto delle figure o diagrammi all’interno dell’opera di Gioacchino, è emersa l’opportunità di attivare la ricerca relativa alla tradizione pregioachimita e dunque alle fonti della teologia figurale di Gioacchino, ed altresì la ricerca degli influssi e dell’incidenza che questa teologia figurale ebbe sulla posterità, in particolare sugli autori dei secoli XIII-XIV.

I contributi successivi hanno segnato altri traguardi nello studio dell’opera dell’Abate, sia sul piano delle edizioni critiche, sia su quello di una più precisa ricostruzione cronologica della vita e delle opere, oltre che della tradizione dottrinale in cui l’Abate si formò e con la quale restò in dialogo (Pietro Abelardo,
Pietro Lombardo, Bernardo di Clairvaux e i cisterciensi, i Vittorini).

Sono particolarmente significative in questa traiettoria l’originale monografia di Gian Luca Potestà, Il tempo dell’Apocalisse. Vita di Gioacchino da Fiore, (2004), gli studi di Anna C. Esmejer, a partire da“Divina quaternitas. A Preliminary Study in the Method and Application of Visual Exegesis (1978), e quello di Patrice Sicard, Diagramme médiévaux et exégèse visuelle. Le “Libellus de formatione arche” de Hugues de Sain-Victor (1993).

Si è così pervenuti a due recentissime e molto significative opere, che hanno portato nuova luce a proposito dei diagrammi e della teologia figurale gioachimita: il volume collettaneo curato da Alexander Patschovsky , Die Bildwelt der Diagramme Joachims von Fiore. Zur Medialitaet religioes-politischer Programme im Mittelalter, Ostfildern 2003, e lo studio monografico di Marco Rainini, Disegni dei tempi. Il “Liber Figurarum” e la teologia figurativa di Gioacchino da Fiore, Roma 2006.

La direzione delle tematiche che il Comitato scientifico ha inteso assegnare al prossimo 7° congresso internazionale del 2009 è segnata precisamente dalle coordinate delle ricerche e delle problematiche raccolte in questi due volumi, che vanno assunti come base per individuare i temi delle lezioni che i Relatori intenderanno presentare a San Giovanni in Fiore nel settembre del 2009.

2. Paradigmi delle tematiche

a)
Individuazione dei singoli diagrammi del Liber Figurarum e approfondimento dello stesso in tutte le sue implicazioni. Possibili 4/5 relazioni distribuite sulle singole figure

b)
Studio della tradizione anteriore: la teologia figurativa dall’età patristica sino al secolo XI.

c)
Le principali opere figurativo-simboliche del sec. XII: Bernardo, Vittorini, Ildegarda, ecc.

d)
La ripresa dei diagrammi negli autori dei secoli XIII e XIV: le varie opere dal titolo Arbor.... (Bonaventura, Ubertino, ecc.) oppure dal titolo: Scala..., oppure: Clavis..., nelle opere di carattere esegetico, teologico, ecclesiologico, medico-alchemico, fisico-matematico (per es., i Calculatores oxonienses del sec. XIV).

e)
Individuazione di possibili presenze di figure diagrammatiche nella filosofia contemporanea, soprattutto nella scuola filosofico-matematico-fenomelogica di B. Bolzano, F. Brentano e E. Husserl.

Inviato da Centro Studi - venerdì 29 agosto 2008 - ore: 11.20

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